Direttore responsabile: Dott.ssa Antonella Bisceglia
Bandiera Europa





DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 30 settembre 2002, n. 1422

Verifica di compatibilità tra le disposizioni del PUTT/P della Regione Puglia e le previsioni dell'Accordo 19/4/2001 tra Ministero per i Beni e le attività Culturali e le Regioni sull'esercizio dei poteri in materia di paesaggio.


L'Assessore Regionale all'Urbanistica, Assetto del territorio ed E.R.P., dott. Enrico SANTANIELLO, sulla base dell'istruttoria espletata dal Responsabile del procedimento e confermata dal Dirigente di Settore, riferisce quanto segue.
L'Accordo 19 Aprile 2001 , pubblicato sulla G.U. 18/05/2002 n. 114 e sancito in sede di conferenza permanente per i rapporti Stato Regioni ed in particolare tra il Ministero per i Seni e le Attività Culturali e le Regioni in merito all'esercizio di poteri in materia di paesaggio all' art. 8, comma 2, dispone che "entro due anni dalla data di entrata in vigore del presente accordo le regioni, che hanno redatto i piani di cui all'art. 149 del Testo Unico, verificano, con apposito atto, la compatibilità tra le disposizioni di detti piani e le previsioni dello stesso accordo.
Le regioni nei due anni successivi provvedono, ove necessario, per l'adeguamento della pianificazione paesistica,attraverso l'adozione di apposito atto.".
In relazione a quanto innanzi e sulla scorta delle disposizioni contenute nel PUTT/P della Regione Puglia si rappresenta quanto segue.
La Regione Puglia, in ottemperanza a quanto disposto dall'art.149 del D.L.vo n. 490/99, ha già adottato, con delibera di G.R. n. 880 del 25/7/94, nonché definitivamente approvato, con delibera di G.R. n. 1748 del 15/12/2000 pubblicata sul BURP n. 6 del 13/01/2001, il Piano Urbanistico Territoriale Tematico per il paesaggio (PUTT/P).
Il predetto Piano Urbanistico Territoriale Tematico per il Paesaggio (P.U.T.T./P.), sottopone a specifica normativa d'uso e di valorizzazione ambientale l'intero territorio regionale comprendendo anche le vaste località, indicate alle lettere c) e d) dell'art. 139 del D.Lvo 490/99 incluse negli elenchi previsti dall'art. 140 e dall'art. 144 del predetto Divo, dove la pianificazione paesistica è da considerarsi "facoltativa" ai sensi di quanto disposto dal 2° comma dell'art. 149 del D.lvo n. 490/99.
Alla luce di quanto sopra riportato si evidenzia quindi la piena operatività, su tutto il territorio regionale, dello strumento di pianificazione territoriale e paesaggistica sopracitato stante l'intervenuta adozione ed approvazione definitiva dello stesso.
Con riferimento all'aspetto normativo il PUTT/P della Regione Puglia si configura come Piano Urbanistico Territoriale con specifica considerazione dei valori paesistici ed ambientali così come disposto dal 1° comma dell'art. 149 del D.lvo n. 490/99 e risponde ai requisiti di contenuto di cui alle lettere C) e D) dell'art.4 della L.R. n. 56/80 nonché ai requisiti di procedura di cui all'art. 8 della stessa legge regionale innanzi citata già finalizzata alla tutela ed uso del territorio".
E' opportuno evidenziare che il PUTT/P della Regione Puglia si configura non solo come piano meramente paesaggistico ma anche come piano urbanistico territoriale rappresenta cioè un quadro organico di riferimento per la pianificazione generale e/o di settore del territorio regionale ad ogni scala così come disposto dalla'art. 7 della L.R. n. 56/80.

Il PUTT/P della Regione Puglia costituisce in sintesi un momento ordinatore per tutta la pianificazione regionale sia di pari livello sia sott'ordinata costituendo pertanto anche un punto di partenza per una rivisitazione complessiva dell'intera pianificazione territoriale regionale. Ciò premesso si analizzano qui di seguito i contenuti del P.U.T.T./P. della Regione Puglia in rapporto ai contenuti dell'Accordo 19/04/2001 che stabilisce i criteri le modalità e gli obbiettivi da perseguire nella predisposizione degli strumenti di pianificazione paesistica a cura delle Regioni. Nello specifico:


ART 2
PIANIFICAZIONE PAESISTICA
ACCORDO 19/4/2001

Contenuti conoscitivi: Il PUTT/P ha individuato, su cartografia IGM 1:25.000, i cosiddetti "ambiti territoriali distinti" ovvero le "emergenze" e/o "componenti ed insiemi di pregio" che costituiscono gli elementi caratterizzanti e strutturanti il territorio Regionale dal punto di vista paesaggistico.
La individuazione geografica, unitamente alla stessa definizione e classificazione delle peculiarità paesistico-ambientali è stata effettuata con riferimento specifico ai tre sistemi fondamentali che concorrono a configurare l'attuale assetto paesaggistico regionale ovvero il sistema dell'assetto geologico-geomorfologico-idrogeologico; il sistema della copertura botanico-vegetazionaie e colturale e del contesto faunistico attuale e potenziale; il sistema della stratificazione storica dell'organizzazione insediativa.

Per quanto attiene al sistema "geologicolmorfologicolidrogeologico" il PUTT/P ha individuato i seguenti ambiti territoriali distinti.

Sottosistema geologico:
- ambiti a caratteri geomorfologici omogenei;
- ambiti costieri a dinamica di trasformazione omogenea;
- singolarità geologiche.

Sottosistema geomorfologico:
- ambiti costituenti emergenze orografiche;
- ambiti connessi ai crinali;
- ambiti connessi ai pianori;
- ambiti connessi ai pozzi e versanti;
- ambiti soggetti a variazione orografica significativa;
- ambiti omogenei del sistema dunale costiero.

Sottosistema delle acque:
- ambiti di alimentazione delle falde acquifere;
- ambiti di accumulo delle acque superficiali (aree impluvio);
- zone umide;
- ambiti omogenei dovuti alla risorgenza e a fenomeni stagionali, paludi;
- saline;
- ambiti di massima espansione dei bacini idrici;
- ambiti di esondazione dei corsi d'acqua;
- sorgenti, risorgive e laghi e lagune (naturali ed artificiali);
- bacini idrici (dovuti a sbarramento);
- corsi d'acqua (corpo idrico e sponde o argini relativi);
- canali (corpo idrico e banchine);
- litorali marini.

Per quanto attiene al sistema "copertura botanico-vegetazionale colturale e della potenzialità faunistica" il PUTT/P ha individuato i seguenti ambiti territoriali distinti:
- ambiti territoriali interessati da programmi di forestazione;
- ambiti di processi potenziali di interesse botanico/vegetazionale di livello eccezionale e di livello rilevante;
- ambiti territoriali di interesse faunistico (tutela ed attività venatoria).

Con riferimento alle componenti ed insiemi:
- aree arborate con assetto colturale consolidate;
- elementi ed insiemi vegetazionali diffusi;
- aree pascolive pedemontane e collinari ed aree ad incolto produttivo ed improduttiva;
- aree a bosco;
- aree a macchia ed olivastro, canneti, habitat palustri;
- associazioni vegetali rare, aree fioristiche ed ambienti di interesse biologico-naturalistico;
- parchi e ville extraurbane di rilevante valore territoriale;
- aree di rilevante e/o potenziale presenza faunistica;
- ambiti territoriali interessati da livelli elevati di antropizzazione con processi in atto e/o potenziali;

Per quanto attiene al sistema "stratificazione storica dell'organizzazione insediativa" il PUTT/P ha individuato le seguenti componenti ed insiemi di pregio:
- itinerari di significato storico;
- luoghi della memoria storica e della leggenda;
- percorsi della transumanza e tratturi;
- ambiti circoscritti di addensate presenze archeologiche;
- elementi ed insiemi archeologici isolati;
- aree archeologiche;
- centri e nuclei di antico impianto con ruolo paesaggistico rilevante;
- complessi di edifici e manufatti di interesse storico-ambientale (castelli, torri e fortificazioni, complessi civili e religiosi, edifici religiosi ed edicole, masserie ed edifici rurali, ville extraurbane, ipogei della civiltà rupestre);
- ambiti circoscritti di addensamento di complessi ed edifici rurali caratterizzati da forme colturali tradizionali consolidate;
- edifici e manufatti di archeologia industriale;
- tracciati corrispondenti alle strade consolari;
- tracciati stradali di permanenza del sistema viario storicamente consolidato;
- strade e luoghi panoramici.

La fase di analisi del territorio regionale operata dal PUTT/P oltre che alla individuazione delle emergenze si è altresì estesa anche all'individuazione dei fattori di rischio e/o degli elementi di vulnerabilità dell'attuale assetto paesaggistico anche procedendo alla comparazione con gli altri atti di programmazione e/o pianificazione vigenti.
In particolare nella fase di analisi del territorio regionale il PUTT/P ha proceduto a riportare, anche graficamente, tutti gli strumenti di pianificazione urbanistica comunale vigenti al fine sia dell'individuazione delle dinamiche di trasformazioni territoriali in atto e/o potenziali che al fine dell'individuazione delle eventuali disarmonie della pianificazione comunale con gli obiettivi di tutela e valorizzazione paesaggistica perseguiti dal PUTT/P medesimo.
Si rappresenta altresì che il PUTT/P della Regione Puglia, configurandosi anche come piano urbanistico territoriale, ha proceduto pertanto alla comparazione, oltre che con la pianificazione sott'ordinata (strumenti urbanistici comunali vigenti), anche con gli altri atti di pianificazione o programmazione regionale di pari livello attesa la notevole influenza che in generale un piano urbanistico territoriale, come quello di che trattasi, riveste per il complessivo sviluppo economico e sociale dell'intera collettività pugliese.
Oltre a quanto sopra citato il PUTT/P ha proceduto altresì, sempre in fase di analisi, anche all'individuazione dei "fattori di rischio" rivenienti dalle specifiche caratteristiche ovvero dallo "status" dei tre sistemi che configurano l'assetto paesaggistico complessivo del territorio regionale.
In particolare sono stati individuati, con riferimento al "sottosistema geologico" i seguenti ambiti territoriali distinti con caratteri geografici geomorfologici omogenei:
- ambiti di livello omogeneo di vulnerabilità al dissesto geologico;
- ambiti a livello omogeneo di vulnerabilità degli acquiferi (area di pianura);
- ambiti a livello omogeneo di vulnerabilità dell'assetto idrogeologico (aree pedomontane e collinari);
- ambiti a livello omogeneo di variazioni dell'assetto morfologico dei suoli dovuto ad attività estrattive.

Con riferimento poi ai fattori di rischio del "sistema botanico-vegetazionale-colturale e della potenzialità faunistica" il PUTT/P ha individuato i seguenti ambiti territoriali distinti:
- aree boscate o a macchia di recente dismissione e/o degradate;
- aree interessate da attività estrattive dismesse;
- ambiti territoriali ad livello omogeneo di vulnerabilità al degrado;
- ambiti territoriali interessati da livelli elevati di antropizzazione con processi in atto e con processi potenziali.

Con riferimento infine ai fattori di rischio del "sistema della stratificazione storica dell'organizzazione insediativa" il PUTT/P ha individuato i seguenti ambiti territoriali distinti:
- ambiti territoriali caratterizzati da un'assetto insediativo storicamente considerato vulnerabile per tendenze, in atto o potenziali, di trasformazioni fisiche e d'uso improprie;
- ambiti territoriali caratterizzati da un assetto insediativo storicamente considerato vulnerabile per le tendenze, in atto o potenziali, all'abbandono;
- ambiti territoriali caratterizzati da un'assetto insediativo storicamente considerato vulnerabile per le tendenze, un atto o potenziali, al degrado idrogeoiogico ed ambientale.


ART 3
AMBITI DI TUTELA E VALORIZZAZIONE
ACCORDO 19/4/2001

- La individuazione degli elementi e dei valori paesaggistici da tutelare valorizzare e recuperare nonché l'analisi delle specifiche caratteristiche storico-culturali, naturalistiche, morfologiche ed estetico-percettive, che il PUTT/P della Regione Puglia ha effettuato in fase di analisi, unitamente all'individuazione dei fattori di rischio sopra citati, ha delineato un quadro conoscitivo dettagliato ed esteso a tutto il territorio regionale, essenzialmente finalizzato all'individuazione delle aree da assoggettare a specifico regime di tutela e valorizzazione paesaggistica ottemperando, pertanto, pienamente a quanto disposto dall'art. 2 punti a) b e c) dell'Accordo 19/04/2001.

- Per quanto attiene ai contenuti prescrittivi si rappresenta che a seguito della fase di analisi conoscitiva, come in precedenza sommariamente descritta, il PUTT/P ha proceduto alla perimetrazione, per aree omogenee, dei cosiddetti "ambiti territoriali estesi" dove appone, tramite le NTA relative, una tutela diretta dei valori paesaggistici identificati nella fase di analisi. Il PUTT/P stabilisce, per ognuna delle predette aree omogenee (ATE), attraverso una specifica normativa di riferimento, calibrata in funzione della maggiore e/o minore presenza dei valori paesaggistici identificati, un grado di trasformabilità differenziata dell'attuale assetto paesaggistico persino escludendo del tutto ogni trasformazione in alcune specifiche aree direttamente interessate dalla presenza dei cosidettti "ambiti territoriali distinti" ovvero da "emergenze" e/o "componenti ed insiemi di pregio" che costituiscono gli elementi caratterizzanti e strutturanti l'assetto paesaggistico del territorio regionale.
In sintesi la fase conoscitiva operata dal PUTT/P è sfociata nell'individuazione di differenti ambiti territoriali omogenei (A.T.E.), da quelli di elevato pregio paesistico (A.T.E. di tipo A) a quelli di valore normale (A.T.E. di tipo E) fino a quelli compromessi elo degradati che necessitano invece di interventi di recupero paesaggistico-ambientale (Piani di interventi di recupero territoriale art. 7 o 8 delle N.T.A. del PUTT/P da predisporsi a cura dell'Amm.ni comunali).
Gli "ambiti territoriali estesi", individuati dal PUTT/P con riferimento al livello dei valori paesaggistici presenti, sono così classificati:
- valore eccezionale (A) laddove sussistano condizioni di rappresentatività di almeno un bene costitutivo di riconosciuta unicità e/o singolarità, con o senza prescrizioni vincolistiche preesistenti;
- valore rilevante (B) laddove sussistano condizioni di compresenza di più beni costitutivi con o senza prescrizioni vincolistiche preesistenti;
- valore distinguibile (C) laddove sussistono condizioni di presenza di un bene costitutivo con o senza prescrizioni vincolistiche preesistenti;
- valore relativo (D) laddove pur non sussistendo la presenza di un bene costitutivo, sussiste la presenza di vincoli (diffusi) che ne individui una significatività;
- valore normale (E) laddove non è direttamente dichiarabile un significativo valore paesaggistico.

In riferimento all'appartenenza dei territori agli ambiti territoriali estesi sopracitati l'efficacia delle norme tecniche di attuazione introdotte dal PUTTIP varia rispettivamente da assoluta a "nulla" dove per nulla significa che la tutela e valorizzazione dei caratteri paesaggistici, sempre presenti, sono affidate dal PUTT/P alla capacità degli operatori pubblici e privati di perseguire comunque obbiettivi di qualità paesaggistica accrescendo e non sminuendo il "valore" del sito attraverso una qualificata previsione e realizzazione della trasformazione paesaggistica.


ART 4
OBIETTIVI DI QUALITA' PAESISTICA
ACCORDO 19/4/2001

- Il PUTT/P assoggetta ciascun ambito territoriale esteso, come individuato e classificato, a specifica normativa di tutela e valorizzazione stabilendo in sintesi per ciascun ATE gli obiettivi di qualità paesaggistica da perseguire nonché le concrete azioni di tutela e valorizzazione da porre in essere in maniera comunque sempre coerente con le azioni e gli investimenti finalizzati allo sviluppo economico e produttivo del territorio regionale.
All'individuazione degli ambiti territoriali estesi di tipo A-B-C-D sottoposti a tutela diretta dal PUTT/P, è sottesa in sintesi una specifica e diversificata normativa che disciplina le modalità della trasformazione dell'assetto paesaggistico esistente nonché le forme di tutela, valorizzazione e riqualificazione del territorio regionale in funzione del livello di integrità e/o rilevanza dei valori paesaggistici individuati nella fase di analisi.
Dove la trasformazione dell'attuale assetto paesaggistico viene reputata possibile, la stessa viene comunque disciplinata dall'apparato normativo del PUTT/P che oltre procedere alle "definizioni" delle stesse peculiarità paesaggistiche individuate nella fase di analisi, fissa altresì, le modalità della trasformazione ammissibile mediante i cosiddetti "Indirizzi di tutela" le "direttive di tutela" nonché le "prescrizioni di base" quest'ultime direttamente ed immediatamente vincolanti in quanto prevalenti rispetto a tutti gli strumenti di pianificazione di pari livello e/o sott'ordinata vigenti e/o in corso di formazione.
La prevalenza delle "prescrizioni di base" relative a tutti gli ambiti territoriali distinti identificati dal PUTT/P sugli strumenti di pianificazione territoriale vigenti e/o in corso di formazione costituisce di fatto una rilevante concreta azione di tutela e valorizzazione delle risorse paesistico-ambientali presenti sul territorio regionale che risulta a tutt'oggi già operante e direttamente vincolante per tutti gli interventi di trasformazione territoriale.
Le N.T.A. del PUTT/P disciplinando e quindi condizionando direttamente la "trasformazione" dell'attuale assetto paesaggistico definiscono pertanto anche gli stessi obbiettivi di qualità paesaggistica da perseguire quali ad esempio il mantenimento delle caratteristiche dei valori costitutivi e delle morfologie delle varie tipologie di paesaggio caratterizzanti il territorio regionale nonchè la previsione di linee di sviluppo compatibili con i diversi livelli di valori riconosciuti in fase di analisi tali da non diminuire il pregio paesistico del territorio regionale con particolare attenzione soprattutto alla salvaguardia delle aree agricole.
A tale proposito è opportuno specificare che l'art. 5.05 delle NTA del PUTT/P, in coerenza con le disposizioni contenute nella ex L. 431/85 oggi D.lg 490/99, rinvia alle Amm.ni Comunali, in sede di predisposizione dei primi adempimenti per l'attuazione del Piano, la perimetrazione dei cosiddetti "territori costruiti" come definiti dall'art. 1.03 delle NTA del PUTT/P.
La predetta perimetrazione comporta la definizione degli ambiti già trasformati dall'edificazione (e/o in via di trasformazione) al fine di identificare, in maniera netta, la demarcazione tra gli ambiti antropizzati (ormai pressoché del tutto privi di peculiarità paesaggistiche e pertanto non assoggettabili a tutela diretta da parte del PUTT/P), e le aree agricole che, di contro, rappresentano i luoghi maggiormente caratterizzati dalla presenza di peculiarità paesaggistiche ovvero da ambiti territoriali distinti (A.T.D.) sottoposti invece a specifico regime di tutela da parte delle NTA del PUTT/P. Quanto sopra con l'obbiettivo di condizionare ovvero di influire direttamente sulle stesse linee di sviluppo della pianificazione comunale e rendere pertanto questa compatibile con il mantenimento dei diversi livelli di valori paesaggistici riconosciuti dal Piano e più in generale, con la tutela e la valorizzazione delle peculiarità individuate soprattutto nelle aree agricole.

- Il PUTT/P al fine di perseguire gli obiettivi di qualità paesistica, non solo è finalizzato alla tutela e valorizzazione delle peculiarità paesaggistiche presenti nel territorio regionale ma consente altresì di procedere anche alla stessa riqualificazione delle parti di territorio ormai compromesse e/o degradate dalla pressione antropica attraverso un'azione di recupero dei valori paesaggistici preesistenti e per la creazione di nuovi valori paesistici coerenti ed integranti.
A tale proposito l'art. 7.08 delle NTA del PUTT/P prevede il ricorso ai cosiddetti "Piani di intervento di recupero territoriale" che costituiscono un nuovo strumento di pianificazione urbanistica esecutiva che mira al recupero dell'edificato costituito da una pluralità di costruzioni abusive comportante una continuità edificata ed una rilevante modificazione dell'assetto paesaggistico originario del territorio interessato.
Il PIRT si concretizza, in sintesi, in un piano particolareggiato di recupero paesistico-ambientale che prevede anche l'adozione di adeguate misure di mitigazione e/o compensazione degli impatti esistenti. Il PIRT in particolare è finalizzato al perseguimento del recupero di aree già compromesse e/o degradate da interventi abusivi mediante la previsione d'interventi di ripristino dei valori paesistici ovvero mediante la previsione di opere finalizzate alla ricomposizione del livello di qualità paesaggistica pregresso.

- Per le considerazioni in precedenza riportate relativamente agli obiettivi di qualità paesistica da perseguire si evidenzia che il PUTT/P della Regione Puglia ottempera pienamente a quanto disposto dall'art.4 del citato Accordo 18 aprile 2001.



ART. 5
STRUMENTI DI INCENTIVAZIONE
ACCORDO 19/4/2001

Il PUTT/P della Regione Puglia all'art. 1.06 delle NTA prevede anche misure incentivanti e di sostengo finalizzate al recupero, alla valorizzazione ed alla gestione delle varie tipologie di paesaggio e presenze nel territorio regionale. In particolare il PUTT/P prevede, a tal proposito, l'attivazione di un apposito capitolo di spesa per il finanziamento di iniziative, di natura pubblica e/o privata, finalizzate al recupero dell'edificato rurale ed urbano esistente; alla difesa idrogeologica ed al sostegno delle attività agricole e di forestazione; alla tutela faunistica e di agriturismo ed escursionismo, alla redazione degli strumenti di pianificazione territoriale o settoriale di ogni livello nonché ai programmi integrati di intervento che interessino territori ricadenti negli ambiti sottoposti a tutela diretta dal PUTT/P.
Anche per quanto attiene alla stessa gestione del PUTT/P sono previste misure quali il finanziamento di corsi di formazione per il personale tecnico per l'Ufficio del Piano e per le strutture regionali destinate alla gestione, aggiornamento, informatizzazione elaborazione e divulgazione di quanto contenuto nel Piano.
Alla luce di quanto in precedenza riportato, relativamente agli strumenti di incentivazione il PUTT/P risulta coerente con le disposizioni contenute in particolare nell'art. 5 dell'accordo 19/04/2001.


ART 7
COORDINAMENTO CON ALTRI
STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE
ACCORDO 19/4/2001

Per quanto attiene al coordinamento con altri strumenti di pianificazione si rappresenta che il PUTT/P, configurandosi anche come piano urbanistico territoriale e non già come mero piano paesaggistico, rappresenta pertanto oggettivamente un quadro organico di riferimento per tutta la pianificazione generale e/o di settore che interessa tutte il territorio regionale ad ogni scala.
Le NTA del PUTT/P hanno individuato pertanto alcu-ne misure di coordinamento con la pianificazione territoriale e settoriale nonché con gli stessi strumenti nazionali e regionali di sviluppo economico.
Le stesse NTA del PUTT disciplinano anche le modalità ed i tempi con i quali gli Enti locali andranno a conformare, secondo quanto previsto dall'art. 150 - comma 2 - del DLVO 490/99, i propri strumenti urbanistici alle previsioni pianificatorie operate dal PUTT/P anche in ottemperanza alle disposizioni dell'art. 5 della L. 1150/42 e dell'art. 7 della L.R. n. 56/80.
In particolare l'art. 2.10 delle NTA del PUTT/P prevede l'obbligo per i PRG comunali di conformarsi alle prescrizioni del Piano Territoriale; l'art. 5.05 disciplina i primi adempimenti comunali per l'attuazione del Piano; mentre il successivo art. 5.06 disciplina invece le modalità per procedere all'adeguamento al Piano di tutti gli strumenti urbanistici generali vigenti fissandone i tempi (due anni dall'entrata in vigore del PUTT/P) nonché, in caso di inottemperanza, prevede anche l'applicazione dei poteri sostitutivi regionali già disciplinati dall'art. 55 della L.R. n. 56/80.
Quanto sopra evidenziato ottempera pienamente a quanto disposto dall'art. 7 dell'Accordo 18 Aprile 2001.


ART 6
CONSULTAZIONE PUBBLICA
ACCORDO 19/4/2001

Nella fase di redazione ed approvazione del PUTT/P è stata assicurata la concertazione istituzionale nonché tutte le ampie forme di pubblicità e di partecipazione dei soggetti privati interessati come anche la partecipazione delle associazioni portatrici di "interessi e pubblici diffusi".

Tali forme di partecipazione sono state attivate soprattutto nella fase dell'iter procedurale di approvazione.
Completate le fasi di elaborazione del PUTT/P la Giunta Regionale con deliberazione n. 4902 del 15/12/93 ha adottato il Piano definitivo in qualità di "Schema del PUTT Paesaggio e Beni Ambientali ai sensi del 1° comma dell'art. 6 della L.R. n. 56/80.
Con deliberazione n. 880 del 25/07/94 il Consiglio Regionale ha approvato lo schema del PUTT/P.
Con deliberazione n. 6496 del 11/10/94 la Giunta Regionale ha adottato lo schema, approvato dal Consiglio Regionale, quale proposta del PUTT/P, ai sensi del 2° comma dell'art. 6 della L.R. n. 56/80.
La proposta di PUTT/P, come innanzi adottata, è stata depositata e pubblicizzata ai sensi del 3°comma dell'art.6 della L.R. n. 56/80, modificato dall'art. 1 della L.R. n. 16/95 e, nei termini stabiliti dalla stessa L.R. n. 16/95, è stata oggetto di n. 282 osservazioni da parte dei seguenti soggetti:
- Comuni n. 120
- Province n. 1
- Comunità Montane n. 4
- Capitaneria di Porto n. 1
- Università n. 2
- WWF, lega Ambiente, Italia Nostra, Arci, in totale n. 15
- Associazioni Naturalistiche n. 6
- Pro loco n. 2
- Ordini Professionali n. 5
- Gruppi e sezioni di partiti per un totale n. 4
- INU Puglia n. 1
- Associazioni Artigiani n. 1
- Privati n. 120

A seguito dell'esame delle controdeduzioni tecniche alle osservazioni prodotte avverso il PUTT/P, comportante anche modificazioni all'articolato normativo originario in accoglimento di specifiche osservazioni prodotte, tutti gli atti inerenti al Piano sono stati inviati ai sensi della L.R. n. 56/80 al Comitato Urbanistico regionale che, dopo aver discusso il PUTT/P (comprensivo delle osservazioni nelle sedute del 25/6 - 2/7 9/7/1998, con propria determinazione ha espresso parere favorevole ai sensi del combinato disposto dell'art. 8 - terzo comma, e dell'art. 6 - sesto comma - della L.R. n. 56/80.

- Con delibera n. 3893 del 5/10/98 la Giunta Regionale ha proceduto ad esaminare le osservazioni proposte da parte dei Comuni, enti e privati,, approvando contestualmente le controdeduzioni alle stesse osservazioni, nei termini proposti dall'Assessorato Regionale all'Urbanistica e per le motivazioni contenute nel citato atto deliberativo.
- Si evidenzia comunque che, a legislatura ormai scaduta, ed a seguito di precedente diffida pervenuta alla Presidenza della Giunta Regionale in data 30/06/1999, con decreto del 06/03/2000, il Presidente della Repubblica ha disposto, ai fini della redazione ed approvazione del Piano Territoriale Paesistico delle Regione Puglia, la sostituzione dell'Amm.ne Regionale della Puglia con il Ministero per i Beni e le attività Culturali.
- Stante la necessità e opportunità di dotare la Puglia del Piano Paesistico, anche quale piano di riferimento per lo sviluppo economico e sociale, con delibera di G.R., n. 1748 del 15/12/2000, è stato comunque approvato definitivamente il PUTT/P ai sensi dell'art. 6 della L.R. n. 56/80 e con gli adeguamenti alle NTA rivenienti dall'accoglienza delle osservazioni.
- L'iter procedurale in precedenza sinteticamente riportato, nonostante i poteri sostitutivi attivati dalla diffida prodotta dal Presidente della Repubblica circa i tempi di approvazione, evidenzia comunque di fatto l'avvenuta evidenza pubblica nonchè l'avvenuta partecipazione di diversi soggetti pubblici e privati al procedimento di redazione ed approvazione definitiva dello strumento di pianificazione paesistica regionale di che trattasi che è stato pertanto, in accoglimento di alcune osservazioni prodotte, persino modificato e/o aggiornato in alcune sue parti rispetto alla stesura originaria in piena ottemperanza pertanto con quanto disposto dall'art. 6 dell'Accordo 19 aprile 2001.


ART 8
ATTUAZIONE DELLA
PIANIFICAZIONE PAESISTICA
ACCORDO 19/4/2001

L'attuazione delle previsioni del Piano si concretizza per opera o degli Enti territoriali (Regione, Province, Comuni) o dei proprietari (e aventi titolo) dei siti sottoposti, dallo stesso Piano, a tutela paesaggistica.
Gli enti Territoriali, in relazione alle competenze proprie o delegate, attuano il Piano con la pianificazione paesaggistica di secondo livello mediante:
- piani urbanistici territoriali tematici di secondo livello;
- parchi regionali e relativi piani;
- strumenti urbanistici generali (o loro varianti) conformi al Piano;
- strumenti urbanistici esecutivi con specifica considerazione dei valori paesistici da strumenti generali conformi o non al Piano;
- piani di intervento di recupero territoriale.

Il Piano viene attuato altresì con:
- il rilascio di autorizzazioni paesaggistiche (art. 5.01);
- pareri paesaggistici (art. 5.03)
- attestazione di compatibilità paesaggistica (art. 5.04);
- verifiche di compatibilità paesaggistica (art. 4.03).


ART. 9
CONTROLLO SUGLI INTERVENTI
ACCORDO 19/4/2001

- Per quanto attiene al controllo da esercitare sugli interventi di trasformazione paesaggistica il PUTT/P ha individuato, per la verifica di compatibilità, la specifica documentazione scritto-grafica necessaria finalizzata all'accertamento della congruità dell'intervento proposto con i valori paesaggistici riconosciuti dal vincolo, la coerenza dell'intervento con gli obbiettivi di qualità paesistica prefissati nonchè la conformità dell'intervento con le prescrizioni contenute nel Piano.
In particolare l'art. 4.01 delle NTA del PUTT/P individua per le "opere di rilevante trasformazione" la predisposizione di uno "studio di impatto paesaggistico", come definito dall'art.4.02, finalizzato all'ottenimento dell'attestazione di compatibilità paesaggistica (art. 4.03).
Anche per il rilascio dell' autorizzazione paesaggistica (allegato 1) e per i Piani di intervento di recupero territoriale (allegato A2) nonché per gli stessi interventi connessi all'attività estrattiva (allegato 3) il PUTT/P prevede, nei rispettivi allegati un'elenco dettagliato di elaborati tecnici finalizzati all'accertamento della compatibilità paesaggistica dell'intervento proposto.
Quanto sopra riportato evidenzia la piena ottemperanza del PUTT/P della Regione Puglia a quanto disposto dall'art. 9 del citato Accordo 15 aprile 2001.

- Quanto innanzi complessivamente prospettato relativamente agii aspetti richiamati nell'Accordo 19/4/2001 consente di accertare ed attestare la piena compatibilità tra le disposizioni del Piano Urbanistico Territoriale Tematico per il Paesaggio della Regione Puglia ed i criteri, le modalità ed i contenuti fissati dall'Accordo 19/04/2001 tra il Ministero per i Beni e le attività Culturali e le Regioni sull'esercizio dei poteri in materia di paesaggio.

IL PRESENTE PROVVEDIMENTO APPARTIENE ALLA SFERA DELLE COMPETENZE DELLA GIUNTA REGIONALE COSI' COME PUNTUALMENTE DEFINITE DALL'ART. 4 - COMMA 4° LETT. d) DELLA L.R. 7/97

"ADEMPIMENTI CONTABILI DI CUI ALLA L.R. N. 28/01 E SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI"

"Il presente provvedimento non comporta alcun mutamento qualitativo o quantitativo di entrata o di spesa né a carico del Bilancio Regionale né a carico degli Enti per i cui debiti i creditori potrebbero rivalersi sulla Regione"

L'Assessore ali'Urbanistica sulla scorta delle risultanze istruttorie sopra riportate, propone alla Giunta l'adozione del conseguente atto finale.


LA GIUNTA

UDITA la relazione e la conseguente proposta dell'Assessore all'Urbanistica ed E.R.P.;

VISTE le sottoscrizioni poste in calce al presente provvedimento da parte del responsabile del procedimento e dal dirigente di Settore;

A voti unanimi e palesi espressi nei modi di legge;


DELIBERA

Di approvare la relazione dell'Assessore all'Urbanistica;
Di attestare sulla base delle verifiche contenute nella relazione sopra riportata, la compatibilità tra le disposizioni ed i contenuti del Piano Urbanistico Territoriale Tematico per il Paesaggio della Regione Puglia , approvato con delibera di G.R. n. 1748 del 15/12/2000, ed i criteri, le modalità ed i principi generali in materia di pianificazione paesistica fissati dall'Accordo 19/4/2001 tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e le Regioni sull'esercizio dei poteri in materia di paesaggio.

Il Segretario della Giunta Il Presidente della Giunta
Dr. Romano Donno Dott. Raffaele Fitto

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